Terapie di coppia Firenze. Psicoterapia legata all'amore

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Descrizione generale della psicoterapia di coppia

terapie coppia

L'amore si configura sin dall'inizio come una nuova dimensione di esclusività e di costruzione e regolazione dell'identità reciproca, delimitata dai confini di attaccamento e separazione. Amare corrisponde cioè a un modo di organizzare il proprio sentirsi con l'altro, avvertito come unico ed esclusivo. L'amore, pertanto, si manifesta come uno spazio emozionale e conoscitivo, regolato dal modo in cui si costruisce l'esperienza di alterità.

Esistono tre modalità di costruzione della relazione con l'altro. A un estremo del continuum l'esperienza del Tu è concepita in termini oggettivi e l'altro viene spossessato di una propria interiorità. Infatti, se riduciamo l'altro a oggetto, lo trattiamo come se fosse passivamente rispondente ai nostri fini. Sebbene tutte le relazioni d'amore siano un terreno di lotta, non solo per il riconoscimento reciproco, ma soprattutto per il controllo dell'altro, ciò che accade quando l'altro è conecpito come un oggetto è singolare. Il controllo dell'altro tende infatti ad essere totalizzante, e tende così a coincidere con il possesso. Possedere totalmente l'altro fino ad annullarlo realizza fino in fondo questo modo d'amare.

La grande figura letteraria che incarna questa modalità d'amore è Madame Bovary. Un'altra esperienza del Tu è la considerazione dell'altro inteso simultaneamente come persona e come oggetto. A differenza della forma precedente viene riconosciuta all'altro la sua unicità e la dimensione di interiorità, nello stesso tempo però, si pretende di conoscere ragioni, intenzioni ed emozioni dell'altro meglio di quanto egli stesso non le capisca, affermando il primato della propria prospettiva rispetto a quella meno valida dell'altro. La continua anticipazione dell'esperienza dell'altro diventa affermazione della propria superiorità, mentre delegittima le pretese dell'altro.

Nell'ultimo caso, infine, l'esperienza del Tu corrisponde a un modo di concepire l'altro come generatore di una dimensione di realtà irriducibile ed unica. Comprendere l'altro, attraverso un processo di immedesimazione, richiede un continuo confronto con il mio modo di portare avanti un mondo. La comprensione dell'altro come persona significa che a ogni disvelarsi dell'altro, che io riconosco come unico, corrisponde una nuova articolazione della mia interiorità.

In queste forme di relazione muta il senso del controllo dell'altro; esso diventa osservazione attenta e apertura all'ascolto, in quanto è nella capacità di cogliere la diversità e di preservarla che io posso mettere in discussione il mio modo di vedere e interrogarmi sul perchè l'altro senta in modo differente da me. Con l'inizio di un rapporto d'amore, due estranei, nel riconoscersi una loro reciproca unicità, entrano in contatto, non casualmente, ma distinguendo come significative alcune caratteristiche dell'altro. Il processo dell'innamoramento implica che i due partner, attraverso l'essere con l'altro, comincino a rimodulare il proprio modo di essere. Naturalmente, questo processo di negoziazione dell'identità all'inizio di una relazione può fallire: la difficoltà di dar forma a una storia e a un progetto comuni producono la dissoluzione della reciprocità. Questo spiega come la percentuale più alta di divorzi si registri nel corso dei primi due anni di matrimonio.

Anche il mantenimento di una storia affettiva è una fase delicata: i partner hanno spesso situazioni diversificate, con realtà lavorative e professionali strutturate, mentre contemporaneamente gestiscono una vita in comune; diventa quindi necessario un processo di riconfigurazione ciclica della propria identità. Le crisi coniugali altro non sono che l'espressione di una riorganizzazione all'interno della coppia, in cui si rinegoziano i cambiamenti, i ruoli e la reciprocità emotiva.

La fase di rottura di una relazione affettiva, infine, risulta altresì assai critica, perchè il fallimento di una storia comune e il dissolvimento di un orizzonte condiviso rappresentano, nello stesso tempo, la caduta di un senso di continuità e una sorte di morte dell'identità narrativa personale.



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